La ricorrenza ufficiale dedicata alla lotta contro i Disturbi Alimentari, in questo anno assume indubbiamente significati nuovi e maggiori, viste le conseguenze della pandemia sull’incremento di nuovi casi di malattia.

Riconosciuta ufficialmente nel 2018, ma già istituita nel 2012 grazie all’attivismo di un padre, a un anno di distanza dalla morte della figlia Giulia di 17 anni prima che potesse accedere alle cure della struttura specializzata per il suo problema. Il suo intento era quello di dare voce alle migliaia di persone malate e alle loro famiglie, per richiedere iniziative di prevenzione efficaci, per indurre una più intensa informazione medico-scientifica intorno a malattie come l’Anoressia, la Bulimia, il Disturbo da alimentazione incontrollata (BED) e altre malattie simili.

Per restituire dignità a chi ne soffre e attenzione alle persone che non ce l’hanno fatta.

Questo messaggio fondamentale, ora come allora, è condiviso in Italia, da tutte le Associazioni di familiari impegnate nelle loro attività di sensibilizzazione e promozione, e soprattutto, nei gruppi di Auto/ Mutuo Aiuto rivolti ai genitori e familiari delle persone malate di DCA.

Le Associazioni in questo ultimo anno hanno dovuto ricorrere alle varie tecnologie di comunicazione a distanza per continuare nelle loro attività, mettendo in campo competenze nuove per riuscire a coinvolgere le famiglie e per continuare a promuovere il grande tema della prevenzione e dell’aumento della conoscenza, anche a livello istituzionale. Tuttavia non è stato facile passare dalla modalità in presenza a quella on line: non tutti i partecipanti sono pronti a utilizzare con disinvoltura lo schermo per relazionarsi con gli altri genitori.

 

 

L’attività di Mutuo Aiuto è fondamentale per riuscire a sviluppare una migliore consapevolezza in famiglia, per diventare una risorsa nella gestione della malattia. In tempi difficili, nei quali gli spostamenti vengono limitati, anche i rimedi devono essere visti come le migliori occasioni di incontro. Per queste ragioni la Giornata del 15 marzo si carica di un nuovo significato per la nostra Associazione. Non solo di resilienza ma anche di resistenza, alle avversità della malattia e dei tempi attuali. Perché in questo anno, pur nella piena emergenza sanitaria, carica di epocali sconvolgimenti sociali ed economici è necessario richiamare l’attenzione anche su queste malattie, così insidiose che non vanno sottovalutate.

 

Ringraziamo inoltre anche le amministrazioni comunali di Treviso e Villorba, da sempre sensibili alle tematiche del disagio giovanile, che nella giornata del 15 marzo hanno illuminato rispettivamente il Museo Bailo e Villa Giovannina di un fascio di luce lilla, in una giornata in cui un piccolo fiocchetto lilla ha un significato così potente e drammatico insieme.